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	<description>Il Mondo della Nautica OnLine</description>
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		<title>Force Blue naviga</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 giugno la nave che tutti considerano essere di Flavio Briatore ha lasciato gli ormeggi e ha iniziato di nuovo a navigare. Dopo il sequestro infatti sonno arrivati alcuni clienti &#8220;veri&#8221; per le settimane del charter estivo procurati da Fraser Yacht, uno dei più grossi operatori mondiali del settore, che ha sempre avuto in catalogo la barca. C&#8217;è chi scrive di una media di quattordici settimane di noleggio all&#8217;anno. C&#8217;è chi ha scritto che per questo anno erano già previste sei settimane.</p>
<p>Il Force Blue potrà navigare in Mediterraneo ed è stato &#8220;rilasciato su cauzione&#8221; un deposito di 5 milioni di euro, più o meno quanto viene contestato come evasione a Briatore. Ma questo è un primo concreto passo per dimostrare che  il charter esisteva davvero nella vita della nave. Adesso bisognerà capire cosa farà Briatore: lo terrà per sempre all&#8217;estero considerando il deposito come &#8220;riscatto&#8221; (non poco, un terzo del valore di tutto, perfino difficile pensare che abbia evaso tanto con la sola barca) o rientrerà in Italia?
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		<title>Il Protocollo è servito</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo documento ufficiale per la prossima Coppa America è finalmente disponibile: si chiama “The Protocol Governing the 34th America’s Cup”. Il Golden Gate Yacht Club, il club cui fa riferimento il recente vincitore della Coppa America Larry Ellison, ne ha pubblicato una prima versione provvisoria sul suo sito internet con la promessa che il 31 agosto ci sarà quella definitiva. Ma tutti giurano che al massimo ne saranno cambiate dieci parole. Gli avvocati americani hanno prodotto 56 pagine di regole e regolette per assicurare una sfida “fair” ovvero equa e sportiva. Si può leggere su <a href="http://www.ggyc.com">www.ggyc.com</a>. Sembra scritto per chi è quasi pronto alla sfida, cioè pochi eletti: si incomincia a regatare nel 2011 con gli eventi organizzati da WSTA, la associazione dei sindacati che ha organizzato le regate de La Maddalena, si finisce nel 2013 prima della Coppa vera propria, la cui data non è svelata ma che potrebbe essere nel settembre californiano, visto che in quell&#8217;anno sono previsti solo due eventi. Tassa di iscrizione di un milione e mezzo di dollari, performance bond (un deposito che viene perduto se non si partecipa) di tre. Ma eventuali guadagni per la gestione delle regate, per sponsorizzazioni e diritti vari, divisi tra i team. Matteo De Nora, che ha un ruolo centrale in Team New Zealand lo considera “un buon documento di partenza”, che mantiene le promesse fatte, soprattutto l’indipendenza di chi fisicamente organizza le regate e del Comitato.<br />
Ci sono dei provvedimenti per limitare, almeno nelle intenzioni, i costi. Sono infatti limitati gli allenamenti con due barche, i famosi speed test, e in generale i periodi di navigazione. La voce equipaggio è infatti una delle più costose in una campagna di Coppa: ma non è detto che per avere i più forti a bordo i sindacati non siano spinti a spendere molto e poi chi accetterà un contratto che non è a tempo pieno? Cosa fa l&#8217;equipaggio pagato quando non può navigare? Forse costruisce la barca&#8230;   Ma si intuisce che un budget di “partenza” sarà sui 50 milioni di dollari e uno per raggiungere i massimi livelli attorno ai cento. Più o meno come nel 2007. Sono molti soldi. In concreto se davvero Coutts avesse voluto ridurre i costi avrebbe potuto rinunciare agli eventi del 2011, dove a quanto pare bisogna essere presenti con una barca vecchia da comprare o noleggiare. A prima vista uno show inutile che toglie energie alla vera competizione, perchè per essere presenti sui campi bisognerà dedicare energie e risorse economiche. Una stagione tra 3/4 milioni tra acquisizione barca e gestione. Che serviranno appena per l&#8217;amalgama dell&#8217;equipaggio. E&#8217; il tentativo di avvicinare la vela alla Formula Uno, ma ha senso dopo la costruzione delle nuove barche. O lo ha se si costruiscono quattro o cinque barche uguali che vengono messe a disposizione dei team con lo schema attuale del Louis Vuitton Trophy.<br />
In settembre dovrebbe arrivare la decisione per le regole che definiscono la barca, quasi certamente un monoscafo di ventisette metri che naviga di bolina a velocità simili alle vecchie e in poppa molto più rapidamente. Poco dopo finalmente data e luogo della Coppa: a quanto pare con San Francisco restano in corsa Valencia e a sorpresa La Maddalena nonostante le polemiche politiche e sportive che sono seguite.</p>
<p>Quello che succede, purtroppo, è che dopo gli entusiasmi che davano per quasi sicure tre partecipazioni italiane Luna Rossa e Azzurra sembrano aver fermato la loro corsa: Patrizio Bertelli sembra avere dei ripensamenti mentre ad Azzurra non è bastato un avvio deciso per trovare i fondi che servono. In Italia resta il Challenger of Record Mascalzone Latino, si affaccia un team di modesta credibilità che per il momento ha solo registrato un marchio e si chiama Venezia Challenge, subito bollato da Valencia Sailing come un ballon d&#8217;essai senza denaro. Sembra prendere senza titoli l&#8217;eredità del Moro di Venezia, i cui eredi si guardano bene dallo sposare quella avventura o altre per rispetto di quella vera. Insomma, difficile che proprio quel leone torni a ruggire.</p>
<p>L&#8217;italico panorama passa insomma dal troppo al niente: resta aperta l&#8217;opzione de Angelis, si sa che l&#8217;ex skipper di Luna Rossa sta lavorando per un team o forse per essere &#8220;race director&#8221; delle prossime regate di Coppa e gli eventi precedenti, un posto di responsabilità che potrebbe essere interessante anche se è prevedibile una ressa di velisti &#8220;anglosassoni&#8221; i fila per quel posto.</p>
<p>Il timoniere su cui puntano, puntavano tutti è Francesco Bruni: età giusta, determinazione. Lo vogliono i kiwi per allenare Dean Barker, lo voleva Luna Rossa prima di fermare le macchine (ma poi saranno davvero ferme?) è indicato come uno dei pochi della generazione giusta e con l&#8217;esperienza giusta.  Le sue azioni sono alte&#8230; ma a quanto pare manca il team che lo possa sostenere: speriamo non sia costretto a migrare all&#8217;estero per correre. Ma se facciamo due più due finisce con Onorato. Non male per lo sfidante.
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		<title>Shockwave vince la Giraglia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 01:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bravo Neville Crichton: l&#8217;armatore neozelandese dopo aver vinto di tutto con il suo Alfa Romeo, averlo venduto, ha scelto di costruire un &#8220;minimaxi&#8221; per restare più al centro della flotta. Prima il primato in tempo reale, adesso il primato in tempo compensato. Con il suo Shockwave ha vinto la regata della Giraglia in tempo compensato: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Neville Crichton: l&#8217;armatore neozelandese dopo aver vinto di tutto con il suo Alfa Romeo, averlo venduto, ha scelto di costruire un &#8220;minimaxi&#8221; per restare più al centro della flotta. Prima il primato in tempo reale, adesso il primato in tempo compensato. Con il suo Shockwave ha vinto la regata della Giraglia in tempo compensato: la sua per tradizione è la vera vittoria della regata, che è sempre stata dedicata alle classi d&#8217;altura a compenso. Della vittoria in tempo reale si sono sempre impadroniti gli uffici stampa delle grandi barche, per cui è stato sempre facile vincere in tempo reale e quasi sempre impossibile vincere anche in compensato. Così si è trasformato &#8220;è arrivato primo in tempo reale&#8221; in ha vinto. Al punto che dopo questa confusione lo Yacht Club Italiano ha finito per cedere e istituire un premio per la vittoria in tempo reale. Quella, nella edizione numero 58, è andata all&#8217;ex Alfa Romeo II, ora Esimit II: gestito da Flavio Favini e con sponsor Gazprom. Poteva essere una edizione da record ma non lo è stata: le barche sono arrivate come palle di schioppo in Corsica, ma poi sono rimaste in bonaccia.
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		<title>Force Blue, atto di guerra</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 01:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi hanno scritto cosà è stata davvero l&#8217;azione di sequestro della barca di  Flavio Briatore, si tratta in realtà di una &#8220;cattura&#8221; un &#8220;internamento&#8221; o meglio un atto di guerra con cui l&#8221;Italia ha sostanzialmente dichiarato guerra alle isole Cayman e ovviamente alla nautica da diporto e ai megayacht. Il primo risultato concreto del sequestro (confisca?) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi hanno scritto cosà è stata davvero l&#8217;azione di sequestro della barca di  Flavio Briatore, si tratta in realtà di una &#8220;cattura&#8221; un &#8220;internamento&#8221; o meglio un atto di guerra con cui l&#8221;Italia ha sostanzialmente dichiarato guerra alle isole Cayman e ovviamente alla nautica da diporto e ai megayacht. Il primo risultato concreto del sequestro (confisca?) è che tutti gli avvocati e i commercialisti che hanno clienti importanti hanno caldamente consigliato ai loro assistiti di girare alla larga dalle acque territoriali italiane e di non correre rischi. Spannometricamente il danno diretto per il turismo nautico della prossima stagione può essere di qualche centinaio di milioni di euro. Non molto, non poco. Certo molto di più di quello che sembra essere il valore della nave di Briatore. E sarà un danno ripetibile, come le ricette: via le barche dall&#8217;Italia da qui ai prossimi cinque, dieci anni. Quelle degli italiani, quelle degli stranieri. Mentre si tentava faticosamente di costruire l&#8217;immagine di una Italia navigabile le lancette dell&#8217;orologio tornano indietro di qualche decennio. Si torna al disastro Goria, il redditometro anti inflazione che era solo una bella scusa per chiedere alle fasce sociali più deboli più sacrifici. Sarebbe interessante sapere quale comportamento avrebbe tenuto la Finanza se invece della bandiera delle Cayman il Force Blue avesse issato quella inglese, come fanno molti megayacht. Intendiamoci: Briatore non è simpatico, tuttavia sembra avere delle buone ragioni in questo caso. E la sua vicenda ha attivato l&#8217;uso di una serie di luoghi comuni impressionanti nei confronti della nautica. Intanto qualcuno spieghi ai quotidiani che avere una nave da diporto con bandiera italiana è impresa quasi impossibile, oltre che inutile. Non si tratta di bandiere ombra, ma spesso anche del modo per avere gli equipaggi migliori, i registri migliori. Le navi da diporto sono quasi tutte offerte in charter e sono, come il Force Blue, nei cataloghi delle società di brokeraggio più importanti.  Come finirà? Un bel garbuglio: non sembra che Briatore abbia torto, e come era successo per il leasing è possibile che qualcuno dovrà fare marcia indietro.
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<li>29 giugno 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/06/29/force-blue-naviga/" title="Force Blue naviga">Force Blue naviga (0)</a></li>
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		<title>La Giraglia&#8230; vela per davvero</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 16:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si corre oggi la cinquattottesima edizione della Giraglia Rolex Cup, uno degli appuntamenti più antichi e importanti del Mediterraneo. Dopo le raffinate decisioni tattiche de La Maddalena e del Trophy un poco di vela vera, un poco di altura. Tanti velisti si sono spostati e popolano le banchine, tanto più autentiche, di St Tropez: c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si corre oggi la cinquattottesima edizione della Giraglia Rolex Cup, uno degli appuntamenti più antichi e importanti del Mediterraneo. Dopo le raffinate decisioni tattiche de La Maddalena e del Trophy un poco di vela vera, un poco di altura. Tanti velisti si sono spostati e popolano le banchine, tanto più autentiche, di St Tropez: c&#8217;è più di una riflessione da fare. La vela è uscita malconcia e abbandonata da La Maddalena, alcuni protagonisti non hanno neanche aspettato la fine per partire. E qualcosa davvero non ha funzionato. A St Tropez il circuito vive alcuni degli stessi motivi, lo stesso lusso che lega Louis Vuitton e Rolex ai fatturati, ma tutto sommato anche se la vela è un pretesto c&#8217;è più voglia di partecipare. Più passione.</p>
<p>La Regata della Giraglia: Si parte da St Tropez, si gira lo scoglio della Formigue di fronte alla Corsica e si arriva a San Remo dopo 241 miglia di vento a mare. Il percorso degli ultimi anni si fermava a Genova, quest’anno si arriva a SanRemo come nelle prime edizioni, quando il percorso era da Tolone a SanRemo che ad anni alterni erano partenza o arrivo.</p>
<p>Il protagonista per dimensioni sarà Esimit 2, già Alfa Romeo II (cosa miracolosamente scomparsa dai comunicati), di cui è skipper Flavio Favini, uno degli uomini chiave di Mascalzone Latino. Sono trenta metri di potenza, che hanno battuto quasi tutti i record disponibili, compreso quello di questa regata (con arrivo a Genova anche se sulla stessa distanza) in 18 ore 3 minuti e 15 secondi. Il progetto issa la bandiera europea con il patrocinio di Manuel Barroso. In regata c’è anche il vecchio proprietario australiano Neville Crichton, con il nuovo Shockwave.</p>
<p>Francesco de Angelis è su Verve Dhalia Tv, Leonardo Ferragamo sul suo Cuordileone. L’elenco di tutti è lungo: ci sono 240 barche iscritte, pronte a sfidare una pioggia torrenziale che ha costretto anche a cancellare la consueta festa alla Citadelle, evento nell’evento ormai tradizionale oltre alla ultima regata “innshore” ovvero su percorso breve di fronte alla città. La partenza è prevista per le dodici.</p>
<p>La classifica speciale compilata su due sole prove vede vincere Container di Udo Schutz’s nei Maxi Ima, Imagine di Gilles Argeilles, un progetto di Luca Brenta negli IRC A, Jonty &amp; lo Swan 44 Sleeper di Vicky Layfield tra gli IRC B e infine l’x 382 Brancaleone di Ciro Casanova tra gli ORC B.
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<li>19 giugno 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/06/19/shockwave-vince-la-giraglia/" title="Shockwave vince la Giraglia">Shockwave vince la Giraglia (0)</a></li>
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		<title>I kiwi ancora i migliori</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 16:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono ancora loro i più forti del mondo: i kiwi, i velisti che arrivano dalla Nuova Zelanda, quel posto dall’altra parte del globo che si può raggiungere facendo un buco sotto i piedi, passando per il centro della terra per poi  sbucare sotto una felce del golfo di Auckland. Sulla loro strada hanno incontrato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ancora loro i più forti del mondo: i kiwi, i velisti che arrivano dalla Nuova Zelanda, quel posto dall’altra parte del globo che si può raggiungere facendo un buco sotto i piedi, passando per il centro della terra per poi  sbucare sotto una felce del golfo di Auckland. Sulla loro strada hanno incontrato un team nuovo, forte, di bandiera russa e timoniere polacco. La finale del Louis Vuitton Trophy La Maddalena è finita così: per tre punti a due Emirates Team New Zealand batte Synergy, finalista a sorpresa. Il cammino di Emirates verso la finale è fatto di un round robin finito al terzo posto e di una semifinale vinta per due a uno contro Artemis, il sindacato svedese gestito da Paul Cayard. Quello di Synergy è più complesso: round robin finito al quinto posto, quarti di finale vinti contro Mascalzone Latino Audi Team per due a uno, semifinale contro All4One vinta per due a zero.</p>
<p>Fino alla prima poppa della terza regata della finale Karol Jablonski e il suo equipaggio hanno visto da vicino il successo nella grande impresa: stavano vincendo per tre a zero contro l’equipaggio considerato il più forte del mondo. La realizzazione di un sogno, la porta aperta verso un futuro importante, la Russia finalmente nel circo massimo della vela. Karol ha sostanzialmente vinto tre partenze e sta conquistando tre punti in regate di vento debole contro Emirates. Però sotto quella boa del cancello di poppa affondano tutte le belle speranze di conquistare per un tre a zero secco la vittoria finale. La drizza del gennaker si impiglia, la vela resta su, non vuole scendere. Con la coda dell’occhio vede sfilare all’altra boa gli avversari e Dean Barker sempre più sicuro di se che si arrampica deciso verso la boa di bolina. Ci saranno altri momenti importanti, possibilità di vincere. Ma in realtà la partita è chiusa perché è iniziata la rimonta di Emirates Team New Zealand. Che vince quella regata e le due successive in una giornata che sembrava di bonaccia ma che si è trasformata in una giornata di grande vela. I kiwi chiudono il programma e lo spettacolo delle regate in Sardegna chiudendo tutte le porte, conquistano il pareggio somministrando una penalità all’avversario. Poi lo battono nella bella finale lasciandolo in mezzo alla ultima poppa alle prese con un inglorioso gennaker rotto. I kiwi festeggiano con il consueto champagne Moet a pochi mesi dalla vittoria del Louis Vuitton Trophy Auckland con Yves Carcelle Ceo di Louis Vuitton e Bruno Troublé, inventore della manifestazione, che salgono a bordo subito dopo il taglio della linea di arrivo.  </p>
<p>Se dai kiwi ci si aspetta solo vittorie, e non fanno che confermare il pronostico, dai russi sono venute belle sorprese, la vela trova un protagonista in più. Racconta Grant Dalton, l’anima esperta del team neozelandese: “abbiamo bisogno di essere battuti per risorgere, di sentirci sotto per tornare forti. Ma se andiamo avanti così prima o poi troviamo qualcuno che ci batte davvero”.  Karol Jablonski fa i conti con la sconfitta:  “Abbiamo perso… ma siamo contenti di aver raggiunto la finale e dimostrato di essere cresciuti tanto in questo gioco.  Abbiamo tenuto il passo con i migliori ma oggi abbiamo fatto più errori di Emirates, e di solito vince proprio chi fa meno errori.  Spero che la prossima volta riusciamo a essere ancora più forti”.</p>
<p>La classifica:<br />
1)  Emirates Team New Zealand<br />
2) Synergy<br />
3)  All4One<br />
 4)  Artemis<br />
 5)  Mascalzone Latino Audi Team<br />
 6)  Azzurra<br />
 7)  TEAMORIGIN<br />
 8)  Luna Rossa<br />
 9)  BMW Oracle Racing Team<br />
10)  ALEPH Sailing Team</p>
<p><a href="http://www.thesailingtimes.com/wp-content/uploads/2010/06/fineLVT.jpg"></a>
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		<title>Jablonski re per un giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 18:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Quello che è successo oggi nelle acque della Sardegna per il Louis Vuitton Trophy La Maddalena testimonia che non era casuale la vittoria di Karol Jablonski e del suo equipaggio contro Mascalzone Latino Audi Team nei quarti di finale. Infatti l&#8217;equipaggio che sventola bandiera russa ha controllato molto bene All4One, che partiva con il credito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che è successo oggi nelle acque della Sardegna per il Louis Vuitton Trophy La Maddalena testimonia che non era casuale la vittoria di Karol Jablonski e del suo equipaggio contro Mascalzone Latino Audi Team nei quarti di finale. Infatti l&#8217;equipaggio che sventola bandiera russa ha controllato molto bene All4One, che partiva con il credito di aver concluso il round robin in testa alla classifica nelle due regate della semifinale e poi ha conquistato il primo punto importante nella finale battendo i fuoriclasse di Emirates Team New Zealand in una grande regata, rimasta aperta dall’inizio alla fine. Sono state tre regate di poco vento, giocate su delle scelte tattiche molto delicate. Karol Jablonski ha vinto tutte le partenze conquistando anche, nella seconda, una preziosa penalità che ha chiuso la partita fin dall&#8217;inizio.</p>
<p>Spettacolare la prima regata, con Synergy che parte al pin e All4One costretto a cercare il comitato e virare rallentando molto. Parte in ritardo ma la bolina si chiude a suo favore, grazie a una corsia di vento incontrata sulla destra. Nella poppa Sebastien Col insegue e riesce a pareggiare i conti al cancello, che i russi girano al pin più lontano. Al termine della bolina per i franco tedeschi sembra cosa fatta: girano con un buon vantaggio e i russi in difficoltà. Mai dire mai&#8230; Karol Jablonski va a cercare il vento in quell&#8217;angolo che gli aveva portato bene nella prima bolina: lo trova e sorpassa gli avversari. Per Col e Jochen Schumann non c&#8217;è più nulla da fare e per i russi è la prima vittoria che conta.</p>
<p>Nella seconda regata ancora vento leggero. Si gioca tutto in partenza. Jablonski si dimostra ancora una volta un mastino, esperto di match race: riesce a spingere l’avversario fuori della linea della partenza e anche a conquistare una penalità a suo favore. All4One è costretta a una lunga manovra per rientrare dietro la linea e partire regolarmente e quando ci riesce è già in forte ritardo. Synergy naviga senza problemi fino all&#8217;arrivo e conquista la seconda vittoria e la qualifica per la finale.</p>
<p>Il Comitato di regata vuol far partire almeno una prova della finale, in programma al meglio di cinque regate, tra Emirates Team New Zealand e Synergy entro la sera e ci riesce. Il vento non è molto ma si riesce a regatare. Dopo il consueto scambio di cortesie in partenza i timonieri conducono le loro barche dai lati opposti del campo. A sinistra Karol Jablonski, per la terza volta nella giornata, a destra Dean Barker. Emirates vira e resta sopravento agli avversari fino alla layline. I kiwi girano in vantaggio e si lanciano in poppa. Al cancello gli all blacks della vela sono ancora in testa ancora una volta le due barche si allontanano sui lati opposti del campo. Arrivano agli estremi e quando convergono Synergy è in vantaggio. Poco, ma utile. I russi riescono nel sorpasso che gli vale il primo punto nella finale.
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		<title>Prima semifinale per i kiwi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 18:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[emirates team new zealand]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno ancora gli uomini di Dean Barker, Grant Dalton, Ray Davies, gli All Blacks della vela, i maestri di Emirates Team New Zealand ad andare in finale contro l’avversario che verrà deciso dalle regate di domani tra il team russo di Synergy e il franco tedesco di All4One. Oggi sono state regate intense, corse con un venticello leggero, che in qualche momento ha fatto rimpiangere l’urlo del maestrale. C’è voluto tutto il giorno per completare le tre regate necessarie e ancora una volta i concorrenti hanno concluso per ora di cena. Ovvio che in campo neozelandese ci sia grande soddisfazione per il risultato e dall’altra parte delusione. Comprensibile. I kiwi sono abituati a vincere, e poco meno della finale per loro è una grande delusione. Artemis è stato protagonista di una grande crescita e ha iniziato il round robin con una serie di belle vittorie che l’hanno vista in testa fino alla fine.    1</p>
<p>La prima regata tra Artemis e Emirates Team New Zealand parte dopo mezzogiorno. Paul Cayard ha scelto di regatare con la barca che quasi tutti considerano più lenta, ITA 90, e di conseguenza con la bandiera blu per poter usare ITA 99 nel secondo e nel terzo match, se necessario. Le due barche partono alla ricerca del lato sinistro del campo, che sfiora l&#8217;isola di Caprera dove il vento deflette e porta un vantaggio. Dean Barker porta Emirates a sfiorare la boa del pin, Artemis prende tutta la velocità possibile navigando verso l’avversario e poi vira verso destra. La partita si gioca poco prima della boa: i kiwi hanno preso il “buono” che aspettavano, ma troppo. Artemis che arriva da destra vira prima dell&#8217;avversario riesce a conquistare l&#8217;interno in boa. Poi il suo timoniere Terry Hutchinson tira dritto oltre la boa di bolina e porta i neozelandesi oltre per fargli perdere più acqua possibile. Quando è finalmente convinto Artemis issa e si lancia verso il cancello di poppa. Il suo vantaggio è sufficiente a controllare Emirates fino alla fine e conquistare il primo punto delle semifinali. Emirates taglia l&#8217;arrivo con un distacco di 48&#8243;.</p>
<p>Peter “Luigi” Reggio tenta di far partire una seconda regata, ma dopo due lati, con Artemis in testa il vento letteralmente muore ed è costretto a richiamare i concorrenti per una nuova partenza.<br />
Si aspetta ancora… poi finalmente una nuova partenza: Emirates Team New Zealand e Artemis corrono la loro seconda regata con vento leggero che si è stabilito su una direzione nuova, è un ponentino. In partenza Emirates Team New Zealand conquista la sinistra e naviga rapida verso terra, guadagna quel che serve per sentirsi sicura di poter scambiare lato passando così sulla destra del campo. Gira la boa con un vantaggio consistente che conserva fino all&#8217;arrivo. I kiwi conquistano il pareggio con un vantaggio di 1&#8242; 01&#8243;.</p>
<p>Dopo pochi minuti di attesa il Comitato di regata decide di far partire la regata dello spareggio. I timonieri ancora una volta combattono per la sinistra del campo: la conquista Artemis con una manovra decisa e ben fatta. Purtroppo questa volta non è il lato favorito del campo: i kiwi navigano a lungo verso la destra, costruendo una separazione che supera il miglio. Quando le barche convergono sono in vantaggio. Il vento è debole e in poppa si avvantaggiano ancora. Inutili i tentativi di Paul Cayard di ribaltare la situazione. I kiwi conquistano il passaggio alla finale con un vantaggio di 1&#8242; 31&#8243;.
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		<title>Decisi i quattro semifinalisti</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 19:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata campale per il Louis Vuitton Trophy La Maddalena: il Comitato di regata ha tenuto gli equipaggi sul campo fino a sera, per tentare di completare il programma. Le prime due regate sono servite a completare il round robin e definire la classifica: Emirates Team New Zealand ha battuto Mascalzone Latino e si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata campale per il Louis Vuitton Trophy La Maddalena: il Comitato di regata ha tenuto gli equipaggi sul campo fino a sera, per tentare di completare il programma. Le prime due regate sono servite a completare il round robin e definire la classifica: Emirates Team New Zealand ha battuto Mascalzone Latino e si è insediata al terzo posto lasciando il quarto agli italiani. All4One ha battuto Artemis superandolo in testa alla classifica.  Subito dopo si sono corse tre regate per i quarti di finale tra Mascalzone Latino Audi Team e Synergy, quarto e quinto in classifica. La barca italiana ha perso il quarto per due a uno.</p>
<p>Mascalzone Latino Audi Team finisce oggi la sua corsa verso la vittoria: era partito molto bene vincendo le regate iniziali con un record di vittorie interessante, appesantito da un punto perso contro All4One nelle fasi iniziali. Diversa la situazione per Azzurra e Luna Rossa, apparse subito più deboli nel round robin. Oggi la sua giornata più storta: ha corso quattro regate e ne ha perse tre. Peccato per l’equipaggio di Vincenzo Onorato che vede sfumare un obiettivo importante. Le sue regate di oggi hanno poca storia: al mattino Gavin Brady, forse teso per l’importanza della giornata, sbaglia la partenza e taglia la linea in anticipo. La diretta tv finalmente ci ha restituito le immagini delle regate e l’audio ci ha fatto sentire la sua voce, laconica “we are over” siamo fuori. Anticipo sulla linea e regata chiusa. Ma dopo l’incontro con i neozelandesi era ancora quarto, dentro la semifinale. Il programma prevedeva l’incontro tra il quarto e il quinto per i quarti di finale come abbiamo scritto Mascalzone e Synergy. Si doveva correre al meglio di tre regate, vuol dire che passa il turno chi vince due volte. I russi si sono mostrati determinati, forse più mascalzoni degli avversari. Karol Jablonski ha indovinato la prima partenza e messo dietro Gavin Brady fino alla fine. Brady si rifà nella seconda regata con una bella bolina sul lato destro. Ma la “bella” finisce in mano ai russi che scelgono con cura il lato sinistro e migliore del campo. Mascalzone taglia lento la linea e i russi sono subito davanti. E ci restano per tutta la regata che vincono facilmente.</p>
<p>A fine giornata Peter “Luigi” Reggio tenta di allestire una regata tra Azzurra ed Emirates Team New Zealand e tiene le barche in campo a lungo, fino a quando il cielo si fa scuro. Il suo desiderio non viene esaudito e la classifica congelata.</p>
<p>Il regolamento di regata non consente di proseguire oltre oggi per disputare i quarti di finali e pertanto la situazione viene “congelata”. Sono in semifinale i primi tre del round robin All4One, Artemis e Emirates Team New Zealand oltre a Synergy che ha battuto Mascalzone Latino Audi Team nell’unico quarto di finale disputato.  Si correrà al meglio di tre regate, ovvero passa in finale chi conquista per primo due vittorie.<br />
La prima coppia di barche a correre sarà Artemis che correrà con ITA 90 e ingresso mure a dritta la prima regata contro Emirates Team New Zealand su ITA 99, la seconda coppia sarà All4One su ITA 99 contro Synergy con bandiera blu nella prima regata.
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		<title>Dieci team, una Coppa</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 09:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dieci team che sono schierati a La Maddalena sono i potenziali protagonisti della Coppa America numero 34. Sono un defender e dieci sfidanti: su All4One infatti navigano due equipggi che dividono le poche risorse e i molti talenti. Il defender BMW Oracle è partito male e finito peggio: doveva essere il protagonista ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dieci team che sono schierati a La Maddalena sono i potenziali protagonisti della Coppa America numero 34. Sono un defender e dieci sfidanti: su All4One infatti navigano due equipggi che dividono le poche risorse e i molti talenti. Il defender BMW Oracle è partito male e finito peggio: doveva essere il protagonista ma è già escluso. Forse pesano i troppi festeggiamenti, i mesi passati a bordo del trimarano. D&#8217;altra parte si dimostra che hanno un vantaggio i team che hanno partecipato agli eventi di Nizza e Auckland. Squadre che sono cresciute molto. La prima fra tutte è Artemis, la barca svedese voluta da Paul Cayard, che da Nizza ha subito una totale trasformazione. A La Maddalena si dimostra quella più sicura, padrona del campo. Più lucida di Emirates Team New Zealand, Mascalzone Latino, All4One. Mascalzone e il suo team sono in grado di navigare bene, le altre due italiane meno. Azzurra nelle acque di casa, anche se la Costa Smeralda si può nominare appena, ha mostrato qualche smagliatura, ma attenzione ai facili giudizi, sono gli altri in crescita più che lei in calo. Luna Rossa paga la novità: lo squadrone è forte, ma da sintonizzare, da mettere insieme. Non bastano i quattro velisti italiani che hanno vinto la Coppa America a bordo (Plazzi, De Mari, Rapetti e Mazza) le nove medaglie che si sommano tra Grael e Scheidt e  il timoniere di Alinghi. Ricette? Programmi e denaro. Per alcuni team c&#8217;è di sottofondo una (ma loro lo sanno bene) mancanza di obiettivi organici, o la speranza di far le nozze con i fichi secchi, confidando in entusiasmi e giovani. D&#8217;altra parte senza Protocollo e regole è tutto un poco più complesso. Mascalzone e Luna Rossa sanno che faranno la Coppa, la campagna acquisti in pieno svolgimento. Per Azzurra la situazione è più incerta, non si percepisce una autentica propulsione verso la Coppa. Cosa definisce un team che vuole partecipare alla Coppa da uno che si limita a partecipare agli eventi del Louis Vuitton Trophy nella speranza che uno sponsor cada nella rete e finanzi l&#8217;avventura? Facile: chi ha scelto un progettista o almeno un responsabile tecnico serio vuole fare la Coppa America. Per il momento questi nomi sono pochissimi. Chi si è mosso bene è TeamOrigin che ha chiamato Grant Simmer, il responsabile del coordinamento del progetto di Alinghi. La squadra inglese con un professionista del genere è forte. Questo è anche il sintomo che Ernesto Bertarelli ha &#8220;mollato il colpo&#8221;: Ed Baird con Luna Rossa,  Simmer con TeamORigin, Vroljik conteso tra Luna Rossa e, forse, Azzurra. E Brad Butterworth? Si attende il ritorno della magica coppia Coutts Butterworth, oppure potrebbe arrivare anche lui dalle parti di Luna Rossa: il legame esiste. Grande amico di Matteo Plazzi (con cui ha fatto un giro del mondo su Winston) potrebbe dare un apporto concreto al team. Sono settimane importanti per la Coppa e manca un ingrediente fondamentale, che poi era la premessa delle buone intenzioni di Coutts e Onorato. Qui a La Maddalena manca una vera azione di &#8220;mediazione&#8221;. Le gerarchie e le relazioni tra Defender, Challenger, WSTA e Louis Vuitton sono confuse. L&#8217;associazione degli armatori (WSTA) è stata creata proprio per gestire la Coppa in caso di vittoria di BMW Oracle, ma non sembra che tutto debba andare in quella precisa direzione. BMW Oracle non ha voluto riparare di gran carriera le sue barche rotte da Bertrand Pace, sintomo forse di una presa di distanza dall&#8217;evento. Ma la domanda è: presa di distanza dall&#8217;associazione o dalla maison francese? Provate a rispondere, tenendo però conto che la Coppa America arriverà sabato per essere visibile al pubblico.
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<li>29 maggio 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/05/29/1851-la-prima-volta/" title="1851, la prima volta">1851, la prima volta (0)</a></li>
<li>27 maggio 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/05/27/due-vittorie-italiane/" title="Due vittorie italiane">Due vittorie italiane (0)</a></li>
<li>24 maggio 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/05/24/sconfitti-i-padroni-di-casa/" title="Sconfitti i padroni di casa">Sconfitti i padroni di casa (0)</a></li>
<li>23 maggio 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/05/23/mascalzone-batte-luna-rossa/" title="Mascalzone batte Luna Rossa">Mascalzone batte Luna Rossa (0)</a></li>
<li>22 maggio 2010 &#8212; <a href="http://www.thesailingtimes.com/2010/05/22/mascalzone-batte-azzurra/" title="Mascalzone batte Azzurra">Mascalzone batte Azzurra (0)</a></li>
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