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	<title>The Sailing Times &#187; Groupama</title>
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		<title>Groupama e il record</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 06:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thesailingtimes.com/wp-content/uploads/2010/03/recordgr.jpg"><img src="http://www.thesailingtimes.com/wp-content/uploads/2010/03/recordgr-300x199.jpg" alt="" title="recordgr" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-621" /></a><br />
I magnifici dieci, Frank Cammas e i suoi nove compagni, hanno chiuso un&#8217;altra partita importante. Hanno navigato attorno al mondo in meno di 50 giorni, per la precisione in 48 giorni, 7 ore e 44 mnuti. Il record precedente era di Bruno Peyron fissato in 50 giorni, 16 ore e 20 minuti, stabilito con il catamarano Orange II. Il trofeo Jules Verne era nato per battere gli ottanta giorni del famoso romanzo con protagonista Phileas Fogg. Il primo a riuscirci era stato proprio Bruno Peyron nel 94 con il catamarano Commodore Explorer, allora era sceso di poco sotto gli ottanta giorni, 79 giorni 6 ore e 15 minuti. I record sono tutti polverizzati, le velocità che prima erano impensabili raggiunte con facilità. Cammas, che lo ricordiamo è stato anche l&#8217;uomo che ha propiziato la vittoria di Bmw Oracle come consulente del team, è al momento l&#8217;uomo più veloce del mondo. Dice &#8220;potevamo fare meglio ma abbiamo incontrato una serie di sistemi meteo non proprio propizi, ma  voglio lasciare a qualcuno la possibilità di batterci, non mi rimetterò in corsa con me stesso&#8221;. Il velista francese, ben noto nel circuito oceanico, ha un nuovo obiettivo per il futuro: la Volvo Race, per cui sta preparando un dream team con lo stesso sponsor e il progetto di Juan Koumdjian. Dovrà vedersela con New Zealand di Grant Dalton, che sta preparando un team per partecipare al suo vecchio amore, ma vuole che la regata arrivi a Auckland per partecipare.
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		<title>Groupama in ritardo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 02:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La corsa del trimarano francese, che ha stabilito il record dell&#8217;Indiano e quello del Pacifico, ha subito un forte rallentamento dopo il passaggio di Capo Horn. Il vento è poco e la rotta scelta, lontana dalle coste del Brasile, non sembra produttiva. Il risultato è un ritardo di 240 miglia. Non sono molte viste le velocità che questi trimarano possono produrre, ma è ma il risultato finale, scendere sotto i cinquanta giorni attorno al mondo, può essere più difficile da raggiungere.</p>
<p>Nella foto Capo Horn</p>
<p>qui la cartina con la rotta<br />
<a href="http://cammas-groupama.geovoile.com/julesverne/index.asp?lg=fr">Groupama &#8211; Jules Verne</a>
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		<title>Groupama verso l&#8217;Horn</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 21:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Frank Cammas ha finalmente superato &#8220;virtualmente&#8221; Orange II al momento il più rapido attorno al mondo secondo le regole del trofeo Jules Verne. Groupama all&#8217;altezza della Nuova Zelanda è circa 200 miglia in vantaggio su Orange II, che alla media cui stanno correndo in tempo fa circa mezza giornata. Ancora poco per scendere sotto il muro dei 50 giorni. Cammas ha stabilito il record di traversata dell&#8217;Oceano Indiano con 8 giorni 18 ore e 19 minuti, in condizioni di vento e mare considerate non del tutto favorevoli alla sua barca. In queste ore è lanciato verso Capo Horn. Il mare è pessimo ma la temperatura quasi estiva, tuttavia sono segnalati iceberg molto a nord vicino al capo. Partito fortissimo Cammas dopo solo sei giorni era 620 miglia in vantaggio, poi è incappato nelle bonacce atlantiche che lo hanno rallentato molto.
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		<title>Tutti fermi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Valencia la giornata è perfetta per regatare con qualsiasi barca sia costruita per andare in mare con un ragionevole grado di sicurezza. In un circolo velico del nord Europa avrebbero mandati in mare anche i ragazzini con l’Optimist… sotto gli occhi per nulla preoccupati delle mamme: “fa un po’ freddo è c’è vento, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Valencia la giornata è perfetta per regatare con qualsiasi barca sia costruita per andare in mare con un ragionevole grado di sicurezza. In un circolo velico del nord Europa avrebbero mandati in mare anche i ragazzini con l’Optimist… sotto gli occhi per nulla preoccupati delle mamme: “fa un po’ freddo è c’è vento, ma ti diverti”. Invece i due grandi giganti realizzati con il meglio della tecnologia del carbonio, dell’aeronautica, della nautica sono rimasti fermi in porto. L’esempio calza: “voi portereste una Formula Uno a fare un rally?”. Ma non convince, il mare è uguale per tutti da sempre, le piste no. In questi giorni c’è una barca che somiglia tanto a Bmw Oracle che si chiama Groupama e corre attorno al mondo per conquistare il record Jules Verne in meno di 50 giorni: può viaggiare a 850 miglia in un giorno. Con qualsiasi mare e qualsiasi vento. Non è una barca da rally, è una Formula Uno&#8230; A far la differenza è il piano velico tradizionale, senza l’ala. Ma i velisti dicono che regge, l&#8217;hanno lasciata montata tutta la notte, con un gommone che sposta il trimarano per non farle prendere vento e tre persone sempre a bordo.<br />
Certo oggi non era attesa nessuna regata, il programma prevede un giorno si e uno no e oggi era giorno no. Comunque dopo tanta attesa sono in tanti a chiedersi perché non si cambi rapidamente il programma, provando a regatare ogni giorno possibile. Ieri il presidente del Comitato Harold Bennet ha provato a spiegare perché ha lasciato le barche in porto. Ha deciso di interrompere l’attesa senza consultare i concorrenti. A guardare il mare da terra era del tutto navigabile e si percepisce una strana volontà di non fare le regate, di tirare in lungo. Il popolo degli osservatori non capisce, è una vacanza non voluta. Qualche sussulto di interesse per le visite dei vip: oggi il signor Virgin e amante dei record a vela e non sir Richard Branson, con la sua chioma bionda ha messo il naso nelle due basi, ha parlato con Ellison, Bertarelli, Coutts. Non lo hanno convinto “la Coppa la guardo…. Non farò la prossima… spero anch’io che in una settimana sia tutto chiuso”. Larry Ellison nel frattempo ha portato dentro al porto il suo megayacht Rising Sun: oltre centotrenta metri dedicati al suo ego, piscine, sale da pranzo e si favoleggia di una teca già pronta per la Auld Mug, vecchio nome della Coppa America. Era sempre rimasto alla fonda al largo e non lo aveva mai voluto portare “nel porto di Bertarelli”. Disgelo? Non sembra, i due non si parlano, non si mandano a dire nulla. Forse una riunione tra i team potrebbe portare un calendario più realistico e veloce. Ma c’è l’ostacolo della udienza del 25 febbraio, che dovrebbe decidere se le vele di Alinghi sono legali, pur parzialmente costruite negli Stati Uniti o no. Domani le previsioni ancora una volta non promettono niente di buono e si uscirà in mare con due ore di ritardo. I meteorologi dicono che la Coppa comincerà domenica.</p>
<p>Nella foto Loick Peyron, fratello di Bruno che detiene il record del giro del mondo con 50 giorni e qualche ora spiega come potrebbe essere la partenza e la regata tra i due multiscafi.
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