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	<title>The Sailing Times &#187; Luna Rossa</title>
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		<title>Luna Rossa, i primi nomi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano i primi nomi del prossimo team di Luna Rossa. Una squadra di osservatori sarà infatti presente a San Diego durante le regate dedicate agli AC 45 nell’ambito dell’ America’s Cup World Series. La mossa è preliminare alla partecipazione alla stagione 2012 che vedrà il debutto del team e ovviamente prendere contatto con gli avversari e “alleati” di Emirates Team New Zealand. Lo skipper è Max Sirena, il suo ruolo, che era abbastanza chiaro, viene comunicato ufficialmente per la prima volta. Sirena ha partecipato alle tre campagne di Luna Rossa ed era responsabile dell’ala rigida di Bmw Oracle che ha vinto la Coppa America nel 2010. Il sailing team è in gran parte quello che partecipa alle regate degli Extreme 40 e che al momento è in testa alla classifica. Il timoniere per l’AC 45 è il giovane e molto bravo inglese Paul Campbel Jones, che ha un breve ma intenso passato sui catamarani. Altri nomi del sailing team hanno un curriculum più pesante, come Matteo Plazzi, altro veterano di Luna Rossa, anche lui vincitore della Coppa America nel 2010: su Bmw Oracle era navigatore. Steve Erickson è già stato in Luna Rossa, il suo inizio è a bordo del Moro di Venezia e come prodiere della Star di Paul Cayard. Curriculm lungo anche per Ben Durham e Manuel Modena. Altri giovani sono David Carr, , Nick Hutton, , Alister Richardson. Nel design team segnalato Roberto Biscontini, uno dei più preparati fluidodinamici italiani, che ha fatto parte di numerose campagne di Coppa America l’esperto di catamarani Thomas Gaveriaux e Giorgio Provinciali, ingegnere aeronautico esperto di catamarani e veterano di Luna Rossa. Responsabile delle operazioni è il fedelissimo di Patrizio Bertelli Antonio Marrai, alla quarta Luna Rossa.
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		<title>Luna Rossa, comunicato ufficiale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 20:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La sfida di Luna Rossa per la America’s Cup edizione 34, lanciata attraverso il Circolo della Vela Sicilia di Palermo, è stata accettata dal Golden Gate Yacht Club, ovvero da Larry Ellison e Oracle. Per Patrizio Bertelli e le sue Luna Rossa è la quarta volta: come il barone Bich con i suoi France, altro indomito e appassionato personaggio. E, va detto, decisamente meno bravo anche se importante per l’evento, sua l’invenzione delle regate di selezione sfidanti poi divenute Louis Vuitton Cup. Ma la notizia forte, sulle intenzioni di Bertelli ormai non c’erano più dubbi, è che Luna Rossa e Emirates Team New Zealand, più volte protagonisti di sanguinosi duelli, faranno molta strada insieme perché sfrutteranno in pieno la possibilità offerta dal Protocollo di condividere il design. Per Luna Rossa significa all’istante entrare in possesso delle esperienze fatte dal team neozelandese in molti mesi dedicati alla progettazione, i nostri insomma non partono da zero. Un “regalo” che presuppone una forte contropartita. Una parte sta nella possibilità, preziosa anche per i kiwi che intuiscono di non poter battere da soli gli americani, di progredire più rapidamente insieme soprattutto nelle prove e allenamenti in mare. Luna Rossa infatti aprirà presto una base a Auckland per gli allenamenti comuni, l’accordo è di collaborare fino a dicembre 2012. Dice Patrizio Bertelli: “Sono certo che la collaborazione di Luna Rossa con Emirates Team New Zealand darà ottimi risultati, consentendo a entrambi i team uno sviluppo più rapido ed efficace sia sul piano tecnico che sul piano sportivo. La scelta del Circolo della Vela Sicilia come yacht club sfidante è anch’essa significativa: ritengo infatti importante, in un momento come questo, sottolineare l’unità del nostro paese anche sul piano culturale e sportivo”. Le norme previste per la nazionalità di costruzione sono abbastanza labili e relative al minimo consentito a restare nelle richieste del famoso Deed of Gift, dunque in Italia saranno costruiti gli scafi del catamarano Ac 72 e tutto il resto(strutture e completamenti) sarà fatto in Nuova Zelanda sfruttando il cantiere già operativo. Le prime due barche dei team sarannno identiche in tutto, i kiwi prevedono un secondo scafo. Per Luna Rossa non ci sono intenzioni chiare, ma è chiaro che la possibilità di un secondo scafo resta aperta, soprattutto se ai 40 milioni chiesti a Prada se ne potranno aggiungere altri di altri sponsori. E’ giusto pensare che a Luna Rossa sia stato richiesto anche un corrispettivo economico (per esempio il valore della seconda barca che ETNZ forse non avrebbe potuto costruire con il suo budget). E&#8217; difficile dare un valore al design, soprattutto in questo caso, perché comunque mancherebbe il tempo per poter lavorare in maniera produttiva, anche con uno stuolo di ingegneri e scienziati. I neozelandesi lavorano al progetto da quando sono note le regole, più di un anno, e sono sostanzialmente pronti a iniziare la costruzione.  Varare prima degli altri è sempre stato un punto fermo della loro filosofia, certi che sviluppare e mettere a punto la barca è meglio che usare il tempo per il design. Nella potenziale merce di scambio resta da tener presente la buona industria aeronautica italiana, da cui possono venire dati utili per l’ala rigida, che al momento è ancora molto acerba. L&#8217;ala di Stars &amp; Stripes 88 era quasi più complessa di quella di BMW Oracle, che ha puntato più che altro sulle giuste proporzioni. <br />
Luna Rossa e Emirates sono stati leali avversari sia nel 2000, quando The Silver Bullet (soprannome della barca targata Prada) vinse le regate di selezione e si presentò come sfidante, sia nel 2007, quando erano di fronte per la finale sfidanti a Valencia. Team New Zealand è sostenuto da un appassionato imprenditore italiano, Matteo De Nora che ha propiziato questo accordo con Bertelli. De Nora ha interessi in Nuova Zelanda, dove risiede alcuni mesi l&#8217;anno.   Grant Dalton, skipper dalla tempra molto dura, offre una chiave interessante per leggere questo accordo: “La collaborazione con Luna Rossa rappresenta per noi un ulteriore passo verso l’obiettivo, a lungo termine, di dare al nostro team anche un ruolo di fornitore di tecnologie e servizi di altissimo livello,con lo scopo di sottolineare l’eccellenza e la competenza neozelandese nel campo della nautica”. Per Luna Rossa, che inizierà subito a regatare con il catamarano piccolo AC 45 nelle World Series il comandante, la notizia non è ancora ufficiale, è Max Sirena, un veterano che ha partecipato anche alla sfida vincente di Bmw Oracle del 2010 come responsabile dell’ala.
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		<title>Bruni skipper di Luna Rossa?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 18:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fuga di notizie (distrazione?), dicono non voluta, che ha reso disponibile il PDF delle decisioni del consiglio di amministrazione ha accelerato di colpo la tabella di marcia di Luna Rossa, che si stava muovendo nel limbo del vedo non  vedo. Tanti tra gli addetti sapevano ma tutti aspettavano con pazienza che la notizia, da qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fuga di notizie (distrazione?), dicono non voluta, che ha reso disponibile il PDF delle decisioni del consiglio di amministrazione ha accelerato di colpo la tabella di marcia di Luna Rossa, che si stava muovendo nel limbo del vedo non  vedo. Tanti tra gli addetti sapevano ma tutti aspettavano con pazienza che la notizia, da qualche parte uscisse dal &#8220;si dice&#8221; per entrare in un altro ambito, quello del &#8220;si fa&#8221;. Partizio Bertelli, si sa, non riesce a stare lontano dalla Coppa America che affronta per la quarta volta. Ricostruendo i fatti la decisione è stata presa dopo l&#8217;estate e dopo le regate delle World Series AC45 di Plymouth, dove Patrizio ha fatto una istruttiva passeggiata per parlare con il direttivo di ACEA, oltre a Russel Coutts Richard Worth e Craig Thompson. Li ha cominciato a convincersi&#8230; ma poi c&#8217;è voluta ancora qualche settimana di indagini e di progetti di fattibilità. Non lo ha mai detto esplicitamente, ma si capisce che Bertelli si è convinto che questa Coppa America sarà comunque Coppa America.</p>
<p>L&#8217;ipotesi che affascina è quella che vorrebbe una collaborazione progettuale con Emirates Team New Zealand, e il si di Grant Dalton e Matteo De Nora (l&#8217;uomo che da anni sostiene i kiwi, armatore di due splendide barche dal nome Imagine) è una ipotesi possibile anzi probabile. I kiwi hanno iniziato a progettare il catamarano quando ancora non si era certi della sua &#8220;esistenza&#8221; così come avevano fatto con il monoscafo di 90 piedi che sembrava dovesse diventare la nuova barca durante l&#8217;era Bertarelli (Alinghi). La Coppa America resta, cat o monoscafi, un gioco che si gioca al 95% prima delle regate vere e proprie, con design, costruzione, organizzazione, allenamento. Quando ti presenti sulla linea di partenza puoi solo validare il tuo lavoro, portare a casa il risultato. Lo sa bene del resto Bertelli che nel 2003 ha voluto salvare una barca nata male con una prua nuova, senza peraltro cambiare le sorti della sua partecipazione. Questa Coppa cambia un poco il gioco: gli AC45 delle World Series rispondono alle regole dei monotipi: si vince con la perfezione della conduzione,  finora gli specialisti delle match race sembrano avere la meglio su quelli dei multiscafi e la generazione matura non è a disagio. A kiwi cosa può interessare? Beh dalle loro parti hanno belle università ma non industrie aeronautiche attive come le nostre, inoltre aggiungere ai loro una nuova pattuglia di progettisti porta di per se una amplificazione notevole della mole di lavoro che si può sviluppare per essere competitivi nei confronti degli americani.  Uno dei panorami ipotizzati dagli osservatori stranieri (tradotto &#8211; i blogger)  è che si costruiscano due barche 1 simili per poi differenziare i progetti e avere la possibilità di raccogliere più dati. Affascinante, però succede che non ci sono i tempi per navigare e costruire un secondo scafo che raccolga le modifiche necessarie. Però in questo modo la prima barca di Luna Rossa potrebbe anche essere costruita parzialmente in Nuova Zelanda: non può partecipare alla Coppa, ma può essere disponibile al più presto. Del resto la regola sulla nazionalità dello scafo è piuttosto blanda, riguarda il minimo richiesto per restare nell&#8217;ambito del Deed of Gift (a proposito, per questo ogni ipotesi di correre con gli AC 45 o con degli AC 72 monitipo come figurata da qualcuno non è realistica, prima della Coppa non si riesce a modificare il Deed of Gift) e non dovrebbe essere difficile costruire in Italia solo lo stretto necessario. Gli svedesi d&#8217;altra parte stanno costruiendo in Italia molte cose. Iniziando nei primi mesi del 2012 la costruzione dell&#8217;AC72 si può navigare dopo l&#8217;estate. Ogni scafo AC 72 costa tra i 5 e gli 8 milioni, ogni ala tra 2 e 3. Visto il budget ci potrebbe anche stare un secondo scafo.<br />
La storia della Coppa del resto ci regala un esempio storico di collaborazione, anche se un poco diversa. Durante la Coppa dell&#8217;83 esisteva una barca gemella di Australia II, ma senza le famose alette e senza lo sviluppo che questa aveva avuto con un equipaggio davvero professionista. La raccolta dati di Challenge 12 comunque era servita molto a Ben Lexcen.<br />
Altra questione: chi sarà lo skipper? Beh il team leader dovrebbe essere Max Sirena veterano di Luna Rossa e attuale skipper del cat Extreme 40. Con Max viaggia una pattuglia di uomini che erano dentro Bmw Oracle, alcuni progettisti italiani e stranieri (non mancano i kiwi amici di ETNZ). Un timoniere sarà di certo il giovane e valido Paul Campbel Jones. Resta da capire l&#8217;uomo forte dell&#8217;equipaggio. I blogger hanno indicato Ben Ainslie, uno dei più forti in circolazione, vincitore di Olimpiadi e molto altro.londra.. però. Intanto è di sicuro impegnato nelle Olimpiadi del prossimo anno a Falmouth (sede del campo di regata per  Londra) cui difficilmente rinuncerà anche coperto d&#8217;oro e questo potrebbe essere un problema più delle dichiarazioni di odio verso la Coppa rilasciate recentemente. Ben faceva parte della squadra messa in piedi da sir Keith Mills (per inciso l&#8217;uomo che è stato determinante per portare le Olimpiadi a Londra) assieme a Iain Percy (ora tattico per James Spithill).  Ainslie per carattere vuole timonare, non gestire. Probabile che ci sia, ma non come pilone centrale dell&#8217;equipaggio, come componente eccellente si.<br />
Finora non abbiamo scritto del più probabile: Francesco Checco Bruni da Palermo. Cordiale amico di Agostino Randazzo presidente del palermitano Circolo della Vela Sicilia che ha lanciato la sfida. Checco è stato per anni sottovalutato dentro Luna Rossa, ma appena gli hanno messo in mano un altro timone, quello di Azzurra, ha vinto.  Ha l&#8217;età e la passione giusta. Secondo noi è l&#8217;uomo scelto che ancora non esce allo scoperto perchè ha impegni da concludere con la maglia di Azzurra: il circuito di match race che termina in Malesia a fine novembre. Dicono che il fratello Gabriele Ganga sia già dentro il team. Probabile.
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		<title>Luna Rossa torna</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 13:34:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La prova di una voce che girava da tempo nel mondo della nautica è arrivata nella notte di giovedì dal sito di Farevela. L’amico Tognozzi ha scovato una bella delibera del consiglio di amministrazione di Prada Spa che ha indicato a Prada Sa, sua controllata, di sponsorizzare la nuova avventura di Luna Rossa per la 34 esima edizione della Coppa America con un budget di 40 milioni di euro. Il soldi sono quelli che servono per fare una bella campagna. Dopo molte smentite insomma Patrizio Bertelli ha finalmente visto la possibilità di essere competitivo nella prossima edizione ed effettivamente, a dispetto di quanto dicono in molti, arrivare in alto non è difficile. In termini strettamente economici si può arrivare alla fase semifinale della Louis Vuitton Cup con un budget della metà di quanto è servito nel 2007 a Valencia. La chiave della faccenda sta nella possibilità di condividere il design con altri sindacati e nella possibilità di acquistare un pacchetto “standard” messo a disposizione di tutti per volontà del defender per un prezzo quasi simbolico, in confronto di quando sarebbe costata la ricerca non tanto in denaro quanto in tempo. Questa che in realtà è una rivoluzione non è stata ben compresa da tutti quando è stato divulgato il Protocollo e in molti si sono concentrati sui vantaggi che gli americani tenevano per loro piuttosto che su questa opzione che somiglia un po’, per intendersi, a quando in F1 si usavano i motori Cosworth. Ma in fondo questa è una cocnreta possibilità di rendere più competitivi i sindacati più deboli. Infatti praticamente tutti gli sfidanti a parte svedesi e kiwi, partono dal pacchetto base. Ma Luna Rossa, il sindacato dovrebbe essere gestito da Max Sirena con una quota di vecchi leoni presi tra i diciotto italiani che hanno vinto la Coppa nel 2010 con BmwOracle, potrebbe fare di più e cioè lavorare assieme a uno dei due sfidanti che hanno davvero fatto ricerca. Difficile che Artemis di Paul Cayard voglia condividere con altri le sue scoperte, mentre questa opportunità potrebbe esistere con Emirates Team New Zealand che dispone di progettisti molto bravi. Certo, a New Zealand bisogna dare buoni motivi per condividere… e questi possono essere economici (pecunia non olet neanche in Nuova Zelanda) oppure più concretamente sportivi: in due l’assalto agli americani può essere più efficace. In realtà Luna Rossa può diventare subito un sindacato forte, per i kiwi sarebbe meglio avere a disposizione un sindacato “medio” che non li batte sull’acqua ma che è utile alla valutazione delle prestazioni. Quindi l’opzione più concreta è che gli uomini di Bertelli partano dal progetto base con un loro team di progettisti per evolverlo. Il piano di battaglia è simile a quello che è circolato per altri team che in queste settimane stanno lavorando per tentare la sfida. Per Luna Rossa sono state anche determinanti le scelte delle regate a Venezia e Napoli che ci saranno sia nel 2012 sia nel 2013. Napoli sembra più avanti di Venezia nei preparativi, ha già una società di scopo. Adesso concluso il campionato Extreme 40 Luna Rossa sarà in campo con gli AC45 nelle America’s Cup World Series dal prossimo anno con le prime regate nell&#8217;emisfero australe. Il timoniere potrebbe essere Ben Ainslie affiancato dal giovane Campbel Jones, che al momento guida con successo l’Extreme 40. L’arrivo di Luna Rossa potrebbe stimolare e addirittura aiutare qualche altro sindacato che è in corsa per lanciare la sfida. InItalia si comincerà presto a parlare di Coppa America e sarà un bel risveglio, dopo tante critiche non sempre utili che sono state fatte al cambio di barche e di regole.
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		<title>Il Protocollo è servito</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo documento ufficiale per la prossima Coppa America è finalmente disponibile: si chiama “The Protocol Governing the 34th America’s Cup”. Il Golden Gate Yacht Club, il club cui fa riferimento il recente vincitore della Coppa America Larry Ellison, ne ha pubblicato una prima versione provvisoria sul suo sito internet con la promessa che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo documento ufficiale per la prossima Coppa America è finalmente disponibile: si chiama “The Protocol Governing the 34th America’s Cup”. Il Golden Gate Yacht Club, il club cui fa riferimento il recente vincitore della Coppa America Larry Ellison, ne ha pubblicato una prima versione provvisoria sul suo sito internet con la promessa che il 31 agosto ci sarà quella definitiva. Ma tutti giurano che al massimo ne saranno cambiate dieci parole. Gli avvocati americani hanno prodotto 56 pagine di regole e regolette per assicurare una sfida “fair” ovvero equa e sportiva. Si può leggere su <a href="http://www.ggyc.com">www.ggyc.com</a>. Sembra scritto per chi è quasi pronto alla sfida, cioè pochi eletti: si incomincia a regatare nel 2011 con gli eventi organizzati da WSTA, la associazione dei sindacati che ha organizzato le regate de La Maddalena, si finisce nel 2013 prima della Coppa vera propria, la cui data non è svelata ma che potrebbe essere nel settembre californiano, visto che in quell&#8217;anno sono previsti solo due eventi. Tassa di iscrizione di un milione e mezzo di dollari, performance bond (un deposito che viene perduto se non si partecipa) di tre. Ma eventuali guadagni per la gestione delle regate, per sponsorizzazioni e diritti vari, divisi tra i team. Matteo De Nora, che ha un ruolo centrale in Team New Zealand lo considera “un buon documento di partenza”, che mantiene le promesse fatte, soprattutto l’indipendenza di chi fisicamente organizza le regate e del Comitato.<br />
Ci sono dei provvedimenti per limitare, almeno nelle intenzioni, i costi. Sono infatti limitati gli allenamenti con due barche, i famosi speed test, e in generale i periodi di navigazione. La voce equipaggio è infatti una delle più costose in una campagna di Coppa: ma non è detto che per avere i più forti a bordo i sindacati non siano spinti a spendere molto e poi chi accetterà un contratto che non è a tempo pieno? Cosa fa l&#8217;equipaggio pagato quando non può navigare? Forse costruisce la barca&#8230;   Ma si intuisce che un budget di “partenza” sarà sui 50 milioni di dollari e uno per raggiungere i massimi livelli attorno ai cento. Più o meno come nel 2007. Sono molti soldi. In concreto se davvero Coutts avesse voluto ridurre i costi avrebbe potuto rinunciare agli eventi del 2011, dove a quanto pare bisogna essere presenti con una barca vecchia da comprare o noleggiare. A prima vista uno show inutile che toglie energie alla vera competizione, perchè per essere presenti sui campi bisognerà dedicare energie e risorse economiche. Una stagione tra 3/4 milioni tra acquisizione barca e gestione. Che serviranno appena per l&#8217;amalgama dell&#8217;equipaggio. E&#8217; il tentativo di avvicinare la vela alla Formula Uno, ma ha senso dopo la costruzione delle nuove barche. O lo ha se si costruiscono quattro o cinque barche uguali che vengono messe a disposizione dei team con lo schema attuale del Louis Vuitton Trophy.<br />
In settembre dovrebbe arrivare la decisione per le regole che definiscono la barca, quasi certamente un monoscafo di ventisette metri che naviga di bolina a velocità simili alle vecchie e in poppa molto più rapidamente. Poco dopo finalmente data e luogo della Coppa: a quanto pare con San Francisco restano in corsa Valencia e a sorpresa La Maddalena nonostante le polemiche politiche e sportive che sono seguite.</p>
<p>Quello che succede, purtroppo, è che dopo gli entusiasmi che davano per quasi sicure tre partecipazioni italiane Luna Rossa e Azzurra sembrano aver fermato la loro corsa: Patrizio Bertelli sembra avere dei ripensamenti mentre ad Azzurra non è bastato un avvio deciso per trovare i fondi che servono. In Italia resta il Challenger of Record Mascalzone Latino, si affaccia un team di modesta credibilità che per il momento ha solo registrato un marchio e si chiama Venezia Challenge, subito bollato da Valencia Sailing come un ballon d&#8217;essai senza denaro. Sembra prendere senza titoli l&#8217;eredità del Moro di Venezia, i cui eredi si guardano bene dallo sposare quella avventura o altre per rispetto di quella vera. Insomma, difficile che proprio quel leone torni a ruggire.</p>
<p>L&#8217;italico panorama passa insomma dal troppo al niente: resta aperta l&#8217;opzione de Angelis, si sa che l&#8217;ex skipper di Luna Rossa sta lavorando per un team o forse per essere &#8220;race director&#8221; delle prossime regate di Coppa e gli eventi precedenti, un posto di responsabilità che potrebbe essere interessante anche se è prevedibile una ressa di velisti &#8220;anglosassoni&#8221; i fila per quel posto.</p>
<p>Il timoniere su cui puntano, puntavano tutti è Francesco Bruni: età giusta, determinazione. Lo vogliono i kiwi per allenare Dean Barker, lo voleva Luna Rossa prima di fermare le macchine (ma poi saranno davvero ferme?) è indicato come uno dei pochi della generazione giusta e con l&#8217;esperienza giusta.  Le sue azioni sono alte&#8230; ma a quanto pare manca il team che lo possa sostenere: speriamo non sia costretto a migrare all&#8217;estero per correre. Ma se facciamo due più due finisce con Onorato. Non male per lo sfidante.
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		<title>Due vittorie italiane</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 17:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giornata comincia presto: in acqua Azzurra ed Emirates Team New Zealand. L’incontro è atteso, per gli italiani abbordabile per quanto difficile. Francesco Bruni e Tommaso Chieffi impostano una bella partenza e riescono a conquistare un bel vantaggio. Il pubblico italiano freme: i nostri sono davanti ai maestri, Azzurra che finora ha fatto belle regate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata comincia presto: in acqua Azzurra ed Emirates Team New Zealand. L’incontro è atteso, per gli italiani abbordabile per quanto difficile. Francesco Bruni e Tommaso Chieffi impostano una bella partenza e riescono a conquistare un bel vantaggio. Il pubblico italiano freme: i nostri sono davanti ai maestri, Azzurra che finora ha fatto belle regate senza portare a casa i risultati che merita è li in mezzo al campo, con i kiwi a inseguire. Ma avvicinandosi alla boa di bolina Azzurra invece di mantenere una posizione forte proseguendo a destra pasticcia e si infila in una brutta serie di manovre. Dean “Dino” Barker piomba su Azzurra con eleganza, ma determinazione. E li schianta. Gira la bolina in testa. Game Over, piccolo recupero degli italiani alla fine per tagliare con 16 secondi di ritardo.</p>
<p>Racconta Tommaso Chieffi, tattico di Azzurra: “In partenza entrambi gli equipaggi hanno lottato duramente per l’estremo sinistro e noi siamo riusciti a ottenerlo. Checco è stato molto bravo ad agganciare Emirates Team New Zealand da poppa. Barker ha cercato di resistere, ma a un certo punto ha dovuto mollare il colpo. Per due terzi della bolina non incrociavamo, ma abbiamo avuto pazienza e a circa un minuto dalla lay-line è arrivato l’aspettato salto da sinistra e siamo riusciti a incrociare. A questo punto sembrava una regata fatta. Ma poi, purtroppo, c’è stata un’ingenuità’ da parte mia: guardando dietro, ho pensato che ci fosse spazio per fare due virate, invece così non è stato. Probabilmente eravamo sul massimo sinistro e un pelo di rotazione a destra del vento ha ridotto le nostre tre lunghezze di vantaggio a meno di una; purtroppo questa mia valutazione inesatta ci è costata una regata praticamente vinta… per cercare di fare troppo bene alla fine abbiamo fatto troppo male.”<br />
I kiwi restano in barca e liquidano dopo una falsa partenza e una regata al comando i francesi di Aleph Sailing Team per 29 secondi. Tocca poi a TeamOrigin e Synergy: bella regata, vinta dagli inglesi con un vantaggio di soli 6 secondi.<br />
I motori sono caldi, il pubblico pronto, quando salgono sulle barche il leader della classifica Artemis, la barca di Paul Cayard e Terry Hutchinson contro Mascalzone Latino Audi Team: si combatte per la parte alta della classifica. Artemis è imbattuta dopo quattro regate. I Mascalzoni sono bravi, il timoniere Gavin Brady usa tutta la sua perfida cattiveria: impacchetta gli avverasi, li lascia fermi come non si dovrebbe mai finire e si lancia verso la gloria. All’arrivo il vantaggio di Mascalzone è di 46 secondi. Spiega il tattico Morgan Larson: “Gavin ha fatto una grande partenza sulla sinistra, dove volevamo essere. Ieri sera avevamo fatto una bella riunione puntualizzando la debolezza di Terry nel prepartenza. Credo che Gavin abbia sfruttato quella lacuna anche se sarebbe bastato pochissimo per Terry per volgere la situazione a suo favore”.<br />
Dopo i Mascalzoni tocca a Synergy battere i francesi di Aleph per 33 secondi, in attesa del grande match tra BMW Oracle e Luna Rossa. Dalla parte americana il timoniere australiano James Spithill, che nel 2007 era su Luna Rossa. Le due barche partono lontane: Luna Rossa dalla parte del Comitato e gli americani vicino alla boa. Il vento da ragione a Luna Rossa che naviga indisturbata per tutto il resto del percorso e vince con un vantaggio di 22 secondi. Cicco Rapetti, un ex di Alinghi e uno dei più forti velisti italiani, scivola in mare a mezza barca ma si tiene a una scotta, riesce a risalire. Per l’equipaggio di Ed Baird e Torben Grael la vittoria è una grossa soddisfazione, un secondo punto che da forza dopo l’avvio incerto. Dice Romolo Ranieri, uno dei vecchi leoni del team di Patrizio Bertelli: “Un vittoria importante, perché possiamo continuare a contare sui nostri risultati e  non su quelli degli altri. Un momento difficile è stato al giro di boa quando Cico Rapetti è rimasto impigliato in una controscotta ed è caduto in mare. Per fortuna è riuscito a tenersi e a tornare a bordo”.   </p>
<p>La giornata si chiude con i preparativi per la grande festa di domani: località a sorpresa, come nella tradizione di Louis Vuitton, sempre autore di grandi feste. Gli invitati sono eccellenti e saranno ambasciatori delle bellezze della Sardegna e dell’arcipelago della Maddalena. Donne bellissime come Margareth Made, Kasia Smutniak, Bianca Balti, Martina Codecasa, Diane Fleri, Daniela Fiu. Da Bolliwood arrivano Sameera Reddy e Malaika Arora Khuan; dalla Francia la conduttrice televisiva Arianne Bourgoin, Léa Seydoux, Charles Gilibert.  </p>
<p>Classifica provvisoria<br />
1) Artemis, 4-1, 4 punti<br />
1)  Emirates Team New Zealand, 4-1, 4 punti<br />
3)  Mascalzone Latino Audi Team, 4-1, 3 punti *<br />
3)  All4One, 3-3, 3 punti<br />
3)  Synergy Russian Sailing Team, 3-3, 3 punti.<br />
3)  TEAMORIGIN, 3-3, 3 punti<br />
7)  Azzurra, 2-3, 2 punti<br />
7)  Luna Rossa, 2-5, 2 punti<br />
9)  BMW Oracle Racing Team, 1-4, 1 punto<br />
10)  ALEPH Sailing Team, 2-4, -2 punti *</p>
<p>* Punti dedotti per intervento della Giuria/Comitato
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		<title>Giornatona alla Maddalena</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 16:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina all’alba il vento soffiava forte, l’aria si infilava anche sotto le finestre e qualcuno ha detto: finalmente è Sardegna. L’acqua sul magico campo di regata de La Maddalena era bianca: il colore che prende quando il vento muove la superficie. E’ stata, come promesso, una giornata epica. Anche troppo. Ci sono state grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina all’alba il vento soffiava forte, l’aria si infilava anche sotto le finestre e qualcuno ha detto: finalmente è Sardegna. L’acqua sul magico campo di regata de La Maddalena era bianca: il colore che prende quando il vento muove la superficie. E’ stata, come promesso, una giornata epica. Anche troppo. Ci sono state grandi battaglie tra Synergy e Luna Rossa, sconfitta dai russi che hanno indovinato un&#8217;altra regata ben fatta. TeamOrigin ha conquistato la seconda vittoria battendo All4One. E poi Luna Rossa cha ha sconfitto, tre anni dopo le regate di Valencia della finale Louis Vuitton Cup che l’avevano vista soccombere nei loro confronti, Emirates Team New Zealand. La rivincita è anche il primo punto per la barca di Patrizio Bertelli finora rimasta all’asciutto. Ancora: Artemis ha battuto BMW Oracle, lo squadrone di Larry Ellison e Russell Coutts che resta fermo a zero punti dimostrando quanto siano vicini tra loro gli equipaggi e anche quanto vada forte la barca di Paul Cayard e Terry Hutchinson, solitaria in testa alla classifica con tre punti. Fin qui le regate vere: il fattaccio succede nella regata tra Azzurra e Aleph. E’ una brutta collisione proprio mentre le due barche si scambiano qualche favore in partenza. I francesi forzano un incrocio per cambiare lato sulla linea di partenza ma colpiscono in pieno la poppa della barca su cui naviga l’equipaggio italiano. Gli Umpire (i giudici in acqua) decidono subito per penalizzare con la bandiera rossa i francesi e poi decidono per la nera: squalifica immediata e vittoria assegnata ad Azzurra.  “E’ stato un errore di comunicazione tra il prodiere e il timoniere di Aleph – racconta Gabriele “Ganga” Bruni – abbiamo visto il prodiere che invitava il timoniere a proseguire nella sua rotta. Non c’era tempo per reagire e cambiare rotta”.  Il prodiere della barca francese è Gilles Andrè, una campagna a Valencia con China Team, il timoniere è l’esperto Bertrand Pacé, in questa occasione troppo desideroso di forzare la mano. Il danno alle due barche è consistente: la prua aperta di Usa 98 fa più impressione delle crepe che si sono prodotte a poppa di Usa 87. I due gioielli di BMW Oracle, le barche usate dal team per la Louis Vuitton Cup del 2007, sconfitto in semifinale da Luna Rossa, hanno bisogno di cure  e il programma verrà modificato. E&#8217; probabile che si corra con una sola coppia di barche fino alla fine modificando il programma delle regate. Dopo il round robin sono le semifinali e le finali. Le regate di questa fase diventano &#8220;must win&#8221; per molti sindacati.<br />
La regata del giorno, per i colori italiani, è quella del primo punto di Luna Rossa: finalmente lo squadrone di Patrizio Bertelli, del timoniere Ed Baird, del tattico Torben Grael ha trovato la sintonia per battere un avversario importante: Emirates Team New Zealand. Per gli italiani è stata una regata autorevole, con una bella partenza, una bella scelta di campo. Per due volte hanno navigato a destra del campo, hanno preso qualche rischio nella seconda decisiva bolina, quando i kiwi sembrava potessero entrare in corsia di sorpasso dopo esser rimasti a sinistra e aver costruito una certa separazione. Non ci sono riusciti.<br />
Racconta Torben Grael: “Potevamo andare meglio con Synergy, abbiamo avuto una possibilità di passarli alla bolina ma non siamo riusciti a usarla. Contro Emirates Team New Zealand siamo partiti bene ma un salto consistente sembrava averli rimessi in regata. Abbiamo creduto nel nostro lato e siamo arrivati bene alla boa. Non è stato facile ma ci siamo riusciti. Adesso ogni giorno bisogna vincere…”.<br />
La classifica è corta con Artemis al comando con tre vittorie e nessuna sconfitta e subito dietro quattro barche con due vittorie: Synergy, All4One,Azzurra e TeamOrigin.</p>
<p> La classifica<br />
 1) Artemis, 3-0, 3 punti<br />
 2)  All4One, 2-1, 2 punti<br />
 2)  Azzurra, 2-2, 2 punti<br />
 2)  Synergy Russian Sailing Team, 2-0, 2 punti<br />
 2)  TeamOrigin, 2-3, 2 punti<br />
 6)  ALEPH Sailing Team, 2-1, 1 punto*<br />
 6)  Emirates Team New Zealand, 1-1, 1 punto<br />
 6)  Luna Rossa, 1-3, 1 punto<br />
 6)  Mascalzone Latino Audi Team, 2-1, 1 punto *<br />
10)  BMW Oracle Racing Team, 0-3, 0 punti</p>
<p>  *  Punti detratti dalla Giuria/Umpire
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		<title>Mascalzone batte Luna Rossa</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 17:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Maddalena]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thesailingtimes.com/wp-content/uploads/2010/05/azzuurra-all4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-777" title="azzuurra all4" src="http://www.thesailingtimes.com/wp-content/uploads/2010/05/azzuurra-all4-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a></p>
<p>L’incontro della giornata per il pubblico italiano è toccato a Mascalzone Latino Audi Team e Luna Rossa,  al debutto con la nuova configurazione con al timone Ed Baird e in equipaggio un mix di velisti che hanno partecipato alle campagne precedenti e nuovi inserimenti. Mascalzone naviga sotto i fari: è il team ospitante e ha già vinto una regata contro Azzurra, per Luna Rossa la regata era una prima assoluta.<br />
Fin dalla partenza si è avuta la sensazione che su Luna Rossa ci fosse un equipaggio ben rodato e in grado di competere al massimo livello. E infatti Baird e compagni hanno messo la prua della loro barca oltre la linea di partenza dalla parte giusta, navigando in vantaggio con l’avversario. La barca di Patrizio Bertelli è rimasta al comando per tre lati, amministrando bene il suo vantaggio iniziale e controllando i Mascalzoni.</p>
<p>In cerca della mossa giusta per ribaltare la regata a loro favore. Scelgono il mitico gybe set, ovvero la manovra con cui si stramba sulla boa issando il gennaker sulla nuove mura. Complessa e costosa in termini di velocità. Ma anche una scelta obbligata per chi è dietro e cerca nel cappello un coniglio bianco. Le barche si allontanano tra loro: i tattici annusano l’aria con la speranza di trovare la raffica giusta. Mascalzone non si infila nel buco d’aria che aveva rallentato Luna Rossa e consentito di avvicinarsi all’avversario e invece naviga pulito verso l’arrivo. Sul traguardo il vantaggio di Mascalzone è di soli cinque secondi, che servono a conquistare il suo secondo punto del Trophy. Per Luna Rossa il debutto cambia colore, anche se l’equipaggio ha dimostrato di esserci e di non aver perso smalto nel portare la barca. Quello di Luna Rossa non è un errore ma una scelta obbligata nelle condizioni di vento debole e Mascalzone Latino Audi Team ha fatto l’unica scelta che, come è successo, gli ha consentito il sorpasso, deciso dal vento.</p>
<p>Non bene Azzurra, che per il secondo giorno incassa una sconfitta poco piacevole: finora oltre tutto l’equipaggio di Francesco Bruni era stato tra i migliori a interpretare le giornate di vento debole, come quando ha vinto a Nizza. Oggi nella prova contro All4One, la squadra franco tedesca condotta da Jochen Schumann e Sebastien Col dopo una buona partenza è finita dietro e non è mai stata in grado di arrivare a toccare la coda dell’avversario, che ha vinto con un vantaggio di 20 secondi.</p>
<p>Il risultato sensazionale è quello ottenuto da Aleph contro BMW Oracle Racing, il defender della Coppa America, portato da James Spithill non è stato in grado di controllare fino alla fine i francesi, che hanno vinto una bella regata con un vantaggio di 28 secondi.   Per i francesi che già ieri si erano dimostrati molto più in forma che negli eventi precedenti è una bella prova mentre per lo squadrone americano, che a dire il vero per molti mesi non si è mai allenato sul monoscafo, mentre era impegnato a costruire la sfida per la Coppa America c’è da mettere a punto qualcosa.</p>
<p>Senza storia la quarta regata della giornata tra Artemis e TeamOrigin, Paul Cayard e Terry Hutchinson hanno condotto una prova molto lucida e al contrario Ben Ainslie e Iain Percy non hanno trovato la marcia giusta. Il distacco alla fine è di 46 secondi.
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		<title>Luna Rossa parlerà brasiliano</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i molti osservatori delle regate tra Bmw Oracle e Bmw non mancava un gommone di Luna Rossa. Patrizio Bertelli ha cercato di incastrare le regate tra i suoi impegni ed era sul campo il giorno della finale. C&#8217;era  anche l&#8217;inseparabile Antonio Marrai, l&#8217;uomo sempre vicino a Bertelli, uno dei caposaldi del team. Radio banchina insiste a dire che si sta preparando la quarta Luna Rossa in Coppa America: skipper il polimedagliato brasiliano Torben Grael, timoniere il meno medagliato ma pur sempre campionissimo Robert Scheidt. Matteo Plazzi potrebbe essere navigatore, visto che toglie la giacca di Bmw Oracle e rimette quella di Luna Rossa per partecipare alle regate con il TP 52 e alla Maddalena per il Louis Vuitton Trophy. Per la quarta volta c&#8217;è da aspettarsi una nuova linea &#8220;politica&#8221; nella gestione del team. Torben Grael, con le sue medaglie olimpiche (sono cinque) e il suo curriculum di vittorie, citiamo solo la Volvo Race, può competere con Russel Coutts, il signore della Coppa.<br />
 La base è sempre stata tenuta in attività e al momento ospita l&#8217;STP 65 (nella foto) che ha partecipato alle regate maxi della scorsa stagione e il TP 52 che verrà utilizzato in questa stagione, le pareti fatte con le vele stanno un poco invecchiando. Ma cosa ne sarà delle basi? Chissa&#8230; Valencia spera che resti una certa attività da parte dei prossimi sfidanti.
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		<title>Come si naviga</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 08:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Vettese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[James Spithill ha spiegato che l'ala viene regolata basandosi sulle previsioni e che negli occhiali può vedere diverse schermate di pagine con dati sulla navigazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel compound di Bmw Oracle la afterguard del trimarano hanno dato qualche spiegazione sulla barca e il modo di usarla. James Spithill il timoniere ha raccontato che la regolazione dell&#8217;ala è fatta in gran parte &#8220;sui numeri&#8221; ovvero utilizzando un data base che intreccia velocità e condizioni del vento. Un poco come gli aerei dove è il computer ad adattare il profilo e in alcuni casi la posizione delle ali. Come sui caccia da combattimento. L&#8217;ala può disporre di tre regolazioni base:  l&#8217;angolo con lo scafo, l&#8217;angolo tra le due sezioni principali, il twist dei nove pannelli che compongono la parte posteriore e che si muovono in maniera indipendente. Non esiste la &#8220;scotta&#8221; della randa. Se il trimarano fosse stato progettato fin dall&#8217;inizio senza questa necessità la sua struttura srebbe molto diversa, perchè la scotta è un punto di carico molto importante. Tra le caratteristiche dell&#8217;ala quella di indurre meno sbandamento alla barca e al contempo più spinta. Gli angoli di incidenza con il vento possono essere molto minori, si passa dai 10/12° gradi tipici di una randa tradizionale a soli 5/6°.<br />
Altro particolare interessante sono gli occhiali del timoniere, realizzati con la tecnologia già impiegata su elicotteri e auto sono una scelta fatta anche per ridurre il cablaggio e il peso delle attrezzature. James può chiedere al navigatore Matteo Plazzi quello che vuole vedere, dalle informazioni tradizionali sul velocità e campo di regata a quelle più particolari con i dati sull&#8217;ala, le sollecitazioni sulle strutture. Matteo con una battuta ha detto che &#8220;ci sono anche un paio di pagine per tenerlo allegro&#8221;. In realtà non sono una novità assoluta, già nella edizione del 2007 erano stati impiegsati da alcuni team tra cui Alinghi, Luna Rossa e Bmw Oracle. Nella foto da sinistra il tattico John Kostecki, il timoniere James Spithill e il navigatore Matteo Plazzi.
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