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Jeddah, lo spettacolo degli AC40

Il duello si ripete da anni: Emirates Team New Zealand contro Luna Rossa Prada Pirelli e anche nelle acque di Jeddah per il secondo evento preliminare della America’s Cup è successo. Hanno vinto i kiwi… ma che bella Luna Rossa Prada Pirelli con i suoi due nuovi “giovani timonieri” Ruggero Ruggi Tita e Marco Gradoni. La Luna non ha vinto la finalissima dove è partita maluccio e ha fatto un nose diving (la prua si immerge in acqua quando il timone per la velocità perde portanza), ma ha dimostrato che c’è. E’ solida. Ha espresso un salto di qualità enorme rispetto all’evento di Vilanova in settembre. Il ruolino che porta alla finale non lascia spazio agli altri sfidanti: tre vittorie per Luna Rossa e cinque per Emirates Team New Zealand. I due team si sono divisi tutte le vittorie disponibili nelle regate di flotta. Ruggi e Marco, con loro navigavano l’ingegner Vittorio Bissaro e Umberto Molineris, fisico imponente, hanno dimostrato una grande velocità. Grant Dalton, il “padrone” della Coppa ha detto: “Max Sirena deve metterli subito a bordo come titolari, funzionerà come lo è stato per noi Peter Burling che a 32 anni ha già vinto due volte l Coppa”. Parole forti: servono a creare confusione nella squadra avversaria o sono un consiglio vero? La scuola di Luna Rossa funziona, e per lo skipper Max avere quattro timonieri forti, gli altri due sono Checco Bruni e James Spithill  è un problema bello da risolvere, che vorrebbero avere anche gli altri che invece hanno iniziato una serie di riunioni per ricostruire le loro squadre.

Marco Gradoni ha ammesso “è vero abbiamo avuto qualche averi ma i kiwi sono stati più forti. Del resto noi abbiamo navigato 11 giorni su queste barche, loro superano i 100 e le conoscono alla perfezione”. Intanto gli altri sfidanti che si giocheranno il ruolo di Challenger da fine agosto 2024 nelle selezioni targate Louis Vuitton sono rimasti al palo, incapaci di inserirsi tra Luna Rossa e New Zealand. Gli inglesi di Ineos Britannia con il medagliato Ben Ainslie non sono mai entrati in partita e qualche pensiero al futuro devono farlo. Alinghi Red Bull Racing, silenziosamente seguito dal patron Ernesto Bertarelli, una presenza che riesce a dare grande stabilità al team da cui tutti si aspettano molto, ha espresso belle prove di velocità. Opachi i francesi di Orient Express che pure avevano sorpreso in passato, quasi irriconoscibili quelli di NYYC American Magic di Tom Slingsby anche loro sempre alle prese con imprevisti piccoli e grandi. Promosso il vento di Jeddah: il Mar Rosso che è stato un buon campo di regata e un buon test per gli eventi che saranno con la classe AC40.