Finalmente battuti i maestri

America's Cup, Sport — By on 15 marzo 2010 06:31

Finalmente hanno perso… i padroni di casa hanno interpretato male la regata contro Aleph e hanno perso malamente nella prima prova del sesto volo del Louis Vuitton Trophy. Emirates Team New Zealand incasella un disastro dietro l’altro: dopo una partenza quasi vinta e una bolina persa rompe il genoa e perde ogni possibilità di rientrare in regata. Dopo il loro match il direttore delle operazioni in mare Peter Reggio decide che il vento è troppo e di rimandare al parcheggio le barche in attesa che la situaizone migliori. Non succede e quindi c’è anche il rinvio dell’incontro tra Azzurra e Mascalzone Latino Audi Team. Le due squadre erano amichevolmente cariche e pronte. In una giornata del genere, vento a venti nodi, sembra che l’equipaggio vitaminizzato americano della barca di Onorato abbia qualche cavallo in più in pozzetto per regolare le vele. Richiamare il genoa non è roba da poco, anche se al momento stanno usando dei genoa meno potenti di quelli della configurazione originale, che hanno le stecche in alto.  Si riprende con il programma dell’ultimo volo e quindi l’incontro tra le italiane passa in coda alla manifestazione: penultima regata del primo Round Robin. Dopo inizierà una fase eliminatoria in cui in quattro regate si  decideranno le due escluse e le due che passano alla semifinale. In pratica dopo i quattro incontri diretti di questa fase (il primo incontra l’ultimo etc) delle quattro vincitrici le due che hanno l’eredità del punteggio migliore del round robin vanno in semifinale. Delle quattro sconfitte le due con il punteggio peggiore del primo round vanno a casa. Le quattro che restano corrono il quarto di finale. Un complesso sistema che potrebbe riservare qualche colpo di scena costruito per limitare le regate avendo a disposizione solo due barche.

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5 Comments

  1. Luca Del Bo scrive:

    Ciao Antonio, Perchè non pubblichi anche la classifica aggiornata della LV?

    Grazie

    Luca

  2. federica scrive:

    antonio,

    ma stai facendo anche le telecronache radio sul web?
    ma sei laggiù?

    grande!, baci
    fed.

  3. Giulio scrive:

    Ah! mi hai persino convinto ad andare a comperare il libro sula storia del merluzzo.
    Ma se ben ricordi, nel secolo scorso su V&M pubblicammo un articolo sull’antica via de sale che spiegava perché il merluzzo (o il baccalà) sono il piatto comune a tutte le città marinare d’Italia.
    Alla prossima settimana.

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