Volvo Ocean Race verso sud

Altura, Sport — By on 11 ottobre 2014 17:13

La piccola flotta della Volvo Ocean Race e’ partita da Alicante con rotta giro del mondo a vela in equipaggio. Sei barche con otto uomini di equipaggio, una con undici donne piu otto operatori velisti che dovranno raccontare al mondo oceani, tramonti, albatross, tempeste e bonacce. Sono solo sette gli eredi di una tradizione storica iniziata nel 73 quando al posto dei cibi liofilizzati si imbarcavano prosciutti e spaghetti. Davanti alla prua ci sono 38739 miglia nautiche, divise in undici tappe. La grande sfida tra uomo e natura trova un grande palcoscenico. Non c’e una grande differenza tra questi marinai e quelli che per secoli hanno scoperto terre incognite, fondato citta e vinto battaglie. Un sentimento per il mare sempre al confine tra amore e dannazione. Tra la curiosita’ dello scopritore James Cook, l’ostinazione del capitano Achab, il cattivo di Moby Dick, la ostinata stupidita’ di McWhirr il capitano che Joseph Conrad fa passare per l’occhio del ciclone.
A bordo dei sette concorrenti ci sono grandi campioni, 7 medaglie olimpiche, velisti e veliste di 18 nazioni che per nove mesi spegneranno la lampadina della vita in famiglia per pensare solo alla velocita’ della loro barca. Per la prima volta nella lunga storia, si corre con imbarcazioni monotipo della classe VOR 65, per alcuni e’  una innovazione verso lo spettacolo, che sara’ totale quando si decideranno finalmente a tornare alla classifica per somma dei tempi, come merita ogni corsa a tappe, la cosa che il pubblico capisce meglio. La prima tappa si conclude a Citta del Capo dopo quasi 6500 miglia, e’ una delle rotte piu antiche della storia della navigazione di scoperta, aperta nel 500 dai marinai del principe Enrico il Navigatore alla ricerca di una rotta che li portasse verso le spezie orientali senza essere costretti ai dazi delle repubbliche di Genova e Venezia. Si naviga verso sud, prima a sfiorare il Brasile e poi dentro verso il vento della costa africanta. Fatica? Tanta, poco sonno e tanto rischio, in una tappa del genere si perdono fino a dieci chili e si e’ fortunati a dormire tre ore al giorno. Per questo questi velisti sono atleti veri, preparati con cura fisica e mentale. Favoriti? Su Abu Dhabi comanda un mito della vela inglese Ian Walker, alla seconda partecipazione con lo stesso team, trasformera la sconfitta di tre anni fa in esperienza. Lo spagnolo Mapfre imbarca Iker Martinez e il francesce Michel Desjoyeaux, velista solitario in prestito a un equipaggio vero. Team Brunel e condotto dal veterano degli skipper, l’olandese Bouwe Bekking alla settima partecipazione. Ci sono i cinesi di Donfeng guidati dal francese Charles Caudrelier, vincitore come capoturno tre anni fa con Groupama. Team Alvimedica e condotta da Charles Enright e imbarca l’unico velista italiano presente Alberto Bolzan, raffinato timoniere che ha gia’ conquistato il soprannome di Ferrari. Potrebbe essere lui, dopo questa esperienza, lo skipper di una prossima barca italiana fortemente voluta dall’organizzazione e sogno di molti altri velisti nazionali. Team Vestas Wind ha skipper Chris Nicholson e imbarca alcuni solidissimi neozelandesi come Tony Rae e Rob Salthouse. Infine le ragazze, equipaggio femminile guidato da Sam Davies: per equilibrare le forze in campo possono correre in undici, che significa avere non solo sei mani in piu’ – come dice Sam – ma anche tre cervelli femminili”.

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